NAPOLI TEATRO FESTIVAL - IL BALLO SULLE DITA DI UNA MANO E LA PROTESTA DEI GHETTI NERI - APRONO VAN DORMAEL E DE MAY, ZAKHAROVA SUPERSTAR DI «CARMEN»

Sarà un caso, ma non è la prima volta  che il Napoli Teatro Festival Italia  apre con la danza. E se in passato c’erano stati Montalvo, Paco Decina e gli israeliani della Vertigo, ora Franco Dragone per il suo debutto come direttore artistico ha scelto di puntare sul cineasta Jaco Van Dormael e la coreografa Michèle Anne De May, oltre che infittire il cartellone di ben nove spettacoli dedicati aTersicore, omeglio, alle tante voci trasversali che oggi compongono l’universo della danza. Dalla superclassica Zakharova a Peter Sellars con la Flex Community, da James Thierrée alle sorelle pianiste Katiae Mariella Labeque colonna sonora di lusso in diretta per una coreografia di Yaman Okur, a Shiro Takatani, visionario videoartista giapponese. Coppia nella vita e nell’arte dal 1999, il regista candidato all’ Oscar Van Dormaele l’exallieva del Mudra di Béjart De May, hanno ideato una delle più originali creazioni tra danza e cinema degli ultimi anni, dove a ballare sono...le mani. S'intitola «Kiss&Cry», baci e lacrime, e il 15 giugno al Politeama (ore 21 con replica il giorno successivo) apre il festival. Su un grande schermo viene proiettato in diretta quello che avviene in vari angoli del palco. Le dita di Michèle Anne De May e di Gregory Grosjean pattinano, eseguono piroette, s'intrecciano svelando un mondo in miniatura, poltroncine, tavolini, una stazione ferroviaria. Una sorta di «nanodanza» quella delle mani dei due ballerini, uno spettacolo cult: nato in Belgio nel 2011, visto a Torino Danza lo scorso anno, ha avuto più di 300 repliche e già un sequel, «Cold Blood», sangue - freddo. 

Altro titolo che rimanda alla contrapposizione come «Kiss&Cry» (per i pattinatori è l'angolo dove attendono il voto dopo la loro performance). In questo caso, i baci, le lacrime e l’attesa sono quelli di una donna che, aspettando il treno, pensa alle persone che ha amato e non ci sono più, cinque amori finiti, come cinque sono le dita di una mano... 

E parla d'amore, naturalmente, amore e morte, la «Carmen Suite» della Zakharova attesa al Politeama il 10 e 11 luglio (ore 19). Con lei il corpo di ballo del San Carlo, che ha già interpretato in teatro con l'étoile ucraina la coreografia di Albe6rto Alonso, fratello di Alicia e fondatore del Ballet Nacional de Cuba, ripresa dalla moglie Sonia Calero. 

Ancora amore, quello di moderni Giulietta Romeo in «Love Stories» (28 giugno ore 21.30 all'Arena Flegrea) dove Katia e Marielle Labeque interpretano «West Side Story» di Bernstein e un testo musicale di David Chalmin sullo stesso argomento accompagnate da sette ballerini di break dance e contemporanea «per raccontare – dicono – questa storia d'amore in maniera moderna e non convenzionale». 

Le storie di una donna e due uomini sono invece al centro di «Nous sommes pareils à ces crapadus – qui dans l'Austère nuit des marais, s'appellentet ne se voient pas, ployant à leur cri d'amour toute la fatalité de l'univers», titolo wertmulleriano in programma il 12 e 13 luglio (ore 23 al Teatro Nuovo), proposto in dittico con «Alì», semplicemente, dove i belgi Ali e Heidi Thabet esplorano il tema del matrimonio sui ritmi scanditi da musicisti greci e tunisini. 

Mentre in «Late Night» del gruppo sperimentale ateniese Blitztheatre (13 luglio ore 23 e 14 luglio ore 19 al Piccolo Bellini) sono tre donne e tre uomini a danzare cercando di ricordare il loro passato, nel cuore della notte, in una sala da ballo d’altri tempi. Una festa in cui il pubblico sarà coinvolto dagli stessi personaggi della storia a danzare, bere e mangiare assieme la promette, poi, Sara Sole Notarbartolo in «La dansedes Amants», progetto realizzato con Taverna Est Teatro e l'asilo Il Giardino di Materdei, in programma il 20 e 21 giugno a Villa Pignatelli (ore22) e il 27 e 28 in trasferta a Villa d’Ayala aValva. Il danzatore e scenografo James Thierrée, invece, forte delle sue radici cicensi, si cimenta con un racconto brillante e leggero sui sogni e gli incubi dell'infanzia, «La grenouille avait raison» (La rana aveva ragione) l'1 luglio (alle 21 e il giorno successivo alle 23) al Teatro Bellini. 

È, invece, l’Augusteo ad ospitare il 2 luglio (ore 21) e il 3 (ore 19) l'atteso «FlexN», una sorta di saggio di quello che è la danza flex, genere che dilaga negli Usa, attraverso la voce di uno dei suoi pionieri, il coreografo Reggie (Regg Roc) Graye la regia di Sellars: ventuno ballerini che attraverso una sorta di movimento postmoderno esprimono il disagio dei ghettie la protesta contro le ingiustizie sociali, anche con l’improvvisazione. 

Attesissimo anche Shiro Takatani con il suo «ST/LL» (al Politeama il 20 giugno alle 21 e il 21 alle 19), tutte le possibili declinazioni della parola inglese "still": silenzioso, immobile, ancora, con proiezioni su uno schermo gigante che amplifica movimenti, dettagli e dimensioni dei performer.

Donatella Longobardi  _  Il Mattino

 
 
 

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