LOREDANA SIMIOLI AL TEATRO SAN CARLUCCIO – RECENSIONE DI ALESSANDRA DI MEO
Da venerdì 6 fino a domenica 15 novembre è andato in scena al Nuovo Teatro San Carluccio di Napoli, in via San Pasquale a Chiaia 49, lo spettacolo  "La sposa".
In scena gli attori Loredana Simioli e Gianni Ferreri, insieme a Rosario Minervini e Ornella Varchetta. La regia è stata di Gennaro Silvestro, mentre lo spettacolo è stato scritto da Giorgio Caruso e Loredana Simioli. Si è occupata dei costumi Anna Zuccarini, delle luci Mario Esposito, della musica Massimo D'Ambra.
La bravissima attrice napoletana Loredana Simioli ha interpretato il ruolo di Rosaria, una donna non più giovanissima, ma che continua a credere nel proprio sogno di diventare un’attrice. Ma la sua ingenuità e il suo essere ancora nubile la costringono a scontrarsi con una diversa mentalità, quella  che vede la perfetta realizzazione della donna solo nel matrimonio e nella famiglia. Perfetta incarnazione di questa mentalità è la madre, una donna anziana che fa un uso esagerato di medicine e che rimprovera continuamente la figlia di non saper badare alla casa.
Forte antitesi tra i due personaggi femminili (anche se la madre è interpretata dal bravo Gianni Ferreri): la prima fragile, insicura, ingenua, l’altra decisa, forte delle sue convinzioni, pragmatica. L'ambiente domestico della prima scena su cui si apre il sipario è quello di una Napoli semplice, che ancora ha difficoltà con l’uso della lingua, legata  a vecchi schemi e liturgie.
Pertanto si combina in fretta un matrimonio, lo sposo è tanto, ma proprio tanto avanti  con l’età, ma almeno è ricco e questo lo rende  il miglior partito cui si può aspirare al momento. Ma Rosaria non ne vuole proprio sapere di rinunciare a tutti i suoi sogni, quando arriva all'altare, con indosso il vestito bianco, non ce la fa e scappa.
Questo getta un'ombra di vergogna sulla famiglia, che bisogna a tutti i costi far dimenticare. Così Rosaria viene spedita dalla madre a casa di uno zio che vive a Milano. Tuttavia proprio questo cambiamento segnerà la sua fortuna.  Anche lo zio partì da Napoli tanto tempo fa per fuggire alla vergogna, la vergogna che la famiglia avrebbe provato per la sua omosessualità. Proprietario di un night club per gay, aiuta la nipote a realizzare il suo sogno di diventare un’attrice e alla fine ci riesce. Anche la mamma, dimentica di ogni cosa, sarà orgogliosa del successo di Rosaria.
E’ una storia contro i pregiudizi, che invita a credere in se stessi e ad inseguire i propri sogni. Anche se le persone attorno a noi vogliono spegnerli, non dobbiamo lasciarglielo fare, c’è tutto il tempo per raggiungere i nostri obiettivi, perchè, come ha detto la Simioli a chiusura dello spettacolo: "ma non troppo, perché a’ vita è nu muorz"

Alessandra Di Meo
 
 
 

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