«LA MIA RIVOLUZIONE,MUSICA E RICORDI» SAL DA VINCI APRE LA STAGIONE DEL CILEA: «QUI DIVENNI UNA PICCOLA STAR DELLA SCENEGGIATA»
Canzoni e ricordi, omaggi e commozione. Sal Da Vinci torna dopo trentavove anni sul palco del Teatro Cilea, lì dove da bambino aveva recitato accanto al padre Mario nelle sceneggiate che ancora facevano impazzire il pubblico. 
Tocca a lui aprire il cartellone della sala vomerese con «Se amore è-Revolution», nella prima stagione diretta da Biagio Izzo. «Era il 1977 - ricorda - lo spettacolo era "Caro papà" e io dopo il successo dell’esordio dell’anno prima al Teatro Duemila con "Miracolo ‘e Natale", ero diventato un piccolo fenomeno tanto da essere diventato il baby protagonista. Storie strappalacrime, con il pubblico che si commuoveva e urlava. Ricordi indelebili per me. E non nascondo che tornare su questo palco mi crea un magone enorme, anche perché per la prima volta mio padre non sarà in sala. Al Cilea ero tornato solo per serate di beneficenza, ma mai per un mio spettacolo». Stagione attesa quella della sala di via San Domenico, per la presenza di mattatori della scena come Gigi Proietti e Michele Placido, della coppia Tognazzi-Izzo, Nino D’Angelo, Ale e Franz, tra comicità (il secondo titolo in cartellone è «È tutta una farsa» con i fratelli Gallo), la commedia brillante, ma anche la musica d’autore, con Gigi Finizio a Capodanno e trattative avanzate per Battiato, Bersani, Ron, Morandi. «Spero di essere all’altezza di guidare questo teatro, che è il luogo dove sono nato come attore. Di sicuro partiamo fortissimo con Sal Da Vinci», dice Izzo. Scritto insieme a Gino Landi e a Paolo Caiazzo, con le narrazioni di Pasquale Panella, lo show di Da Vinci racconta le varie sfaccettature dell’amoree della vita, uno show di oltre due ore di musica e sketch, affidati all'attore Lello Radice che lo accompagna interpretando il personaggio del disturbatore. Sul palco una band diretta da Maurizio Bosnia con Sasà Dell’Aversano alla chitarra acustica, Diego Leanza alla chitarra elettrica, Gaetano Diodato al basso, Gianluca Mirra alla batteria e Antonio Mambelli alle percussioni. «Si accavallano le emozioni, questa vigilia non è come le altre – continua Sal - farò proiettare sul maxischermo alle mie spalle una foto proprio scattata nei camerini del Cilea, nel ’77, dove compaio in braccio a mio papà con una coppa tra le mani. Avevamo vinto un premio per la sceneggiata e io ne ero orgogliosissimo. Una foto che poi è diventata pochi mesi dopo la copertina di un disco di Mario Da Vinci. E l’altro omaggio doveroso sarà per Pino Daniele, stavolta senza parole perché non c'è bisogno di aggiungere niente quando si tratta di lui. Ho scelto "Alleria",capolavoro trai tanti della sua discografia, una delle mie canzoni preferite. Pino era di un altro pianeta. Ho rivisto proprio pochi giorni fa in tv una sua presenza a “Disco ring” negli anni ’80, il suo periodo d’oro. L’intervistatore parlava a raffica e lui a un tratto lo bloccò: “Guagliò, mo facce sunà”. E partì con "Yes i know my way".   Una rivoluzione totale». È il terzo capitolo di «Se amore è», ma in comune con gli altri c’è solo il titolo. «Sì, assieme a Gino Landi lo abbiamo rivoluzionato, aggiungendo appunto la parola "revolution" – racconta Sal – stavamo scrivendo un nuovo spettacolo, ma siamo stati subissati dalle richieste e allora abbiamo deciso di tornare con questa versione aggiornata».
 In scaletta ci saranno successi come «Vera», «Non riesco a farti innamorare», terza al Festival di Sanremo 2009, che Sal non cantava da molto tempo. 
Presenterà inoltre per la prima volta dal vivo «Tu stella mia», brano che fa parte della colonna sonora del film «Si accettano miracoli» di Alessandro Siani. Non mancano brani dal repertorio della grande tradizione napoletana, ma anche momenti dedicati ai grandi autori italiani, da Modugno a Battisti, da De Andrè a Don Backy. 
E un posto speciale nello spettacolo sarà per il figlio Francesco, che si sta affacciando nel mondo della canzone e duetterà con il celebre papà.
 
Stefano Prestisimone  -  Il Mattino



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