AL DIANA LAURITO: «IN SCENA CON IL MIO SUD, LONTANO DA GOMORRA»

«Come nasce questo spettacolo? Dopo il successo di ”Novecento napoletano”, non mi è più passata la voglia di cantare. E ora ho avuto la possibilità di metter su questo show leggero, di musica, parole e allegria, giusto per questi tempi difficili, assieme a un partner, Charlie Cannon, che è l’unica... pecora nera della compagnia». Marisa Laurito lascia le sue passioni gastronomiche e artistiche per tornare al teatro e presentare al Diana «Sud and South».

Marisa, perché Cannon è una «pecora nera»?

«È dell'Alabama, ma del Nord e a noi, invece, piace il Sud, tutti i Sud del mondo. Ovviamente scherzo. Charlie è un caro amico e un eccellente artista, che ha collaborato con i Platters. Abbiamo già lavorato insieme a "Meno siamo e meglio stiamo", il programma di Renzo Arbore, e ho pensato subito a lui quando ho immaginato questo show. Insieme cantiamo molti duetti, mentre altre canzoni le proponiamo da soli».

Un po’ di titoli.

«Brani napoletani, spagnoli, nord e sud americani, dei medley. Sono riuscita a insegnare a Charlie il napoletano. La pronuncia non è perfetta, ma il cuore è grande. In scaletta ci sono "'O sole mio", "Reginella", "O paese d' 'o sole”, ma anche "Mandulinata a Napule", "Quanno tramonta 'o sole", e la misconosciuta "Lettera da Milano", in cui Carosone  paragona la nebbia di Milano a un bicchiere di acqua e anice. Poi "Noche de ronda", "Georgia", l'argentina "On this night", e macchiette come "Ciucculatina mia" e "Pigliate 'na pastiglia"».

E oltre alle canzoni?

«Racconto al pubblico, in modo divertente, alla mia maniera, le abitudini del Sud e del Nord».

Che cos'è per lei questo Sud?

«Le mie radici. E non sopporto che ancora oggi prevalgano ottusi luoghi comuni capaci di deturpare una realtà fatta, invece, di bellezza, cultura, creatività, dignità, musicalità. Prendete "Gomorra". Ditemi quel che volete, ma per me trasmette una immagine falsa di Napoli. Certo, è ben fatto, ma non la rappresenta. Ne rovina l'immagine nel mondo».

Le differenze tra Nord e Sud, diceva...

«Sì, dagli orari di lavoro, del pranzo e della cena, ai fidanzamenti. Racconto del vademecum di un’agenzia di viaggio su come comportarsi quando si scende a Sud, e della raccomandazione in uso negli uffici di New York... che so... meeting alle 14.45 "naked", che non significa "nudi", ma senza cappotto e con il pc già pronto; mentre noi ci vediamo verso le due e mezzo le tre, prendiamo il caffè... Ma pensi, io sto con un signore del Nord. Alla prima cena a casa sua, lui invitò degli amici alle 19.30. E io: ”Ma che siamo in ospedale?”».

Che altro prepara? 

«Mi occupo delle mie mostre. Sono stata alla Biennale di Venezia. Ora espongo alla Loto Art Design, una galleria privata di Roma, quadri e sculture fatte con la tecnica dell’acrilico e il silicone». 

Passione giovanile?

«Scoperta a 17 anni e diventata professione cinque anni fa su invito di una critica d’arte che vide le mie opere».

Le manca la tv dell’amico Arbore?

«Sì, perché non c’è più. La tv intelligente è diventata la tv dei reality».

Luciano  Giannini  -  Il Mattino

 
 
 

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