AL DELLE PALME «LE LEZIONE DI ARTHUR MILLER PER I DRAMMI DEI MIGRANTI» SEBASTIANO SOMMA IN «UNO SGUARDO DAL PONTE»
Sebastiano Somma torna a Napoli, al Delle Palme, da oggi a domenica, come protagonista di «Uno sguardo dal ponte», il celebre dramma di Arthur Miller qui tradotto da Masolino D’Amico e diretto da Enrico Maria Lamanna, con le musiche inedite di Pino Donaggio. 
Per Somma, divo della fiction e del set, si tratta di un ritorno sul palcoscenico dopo il successo ottenuto l’anno scorso con «Il giorno della civetta» di Sciascia. Questa volta, dice, «mi ha affascinato l' opportunità di rappresentare una storia bellissima che aspira a raccontare alle nuove generazioni il nostro passato, sono stato attratto soprattutto dai chiaroscuri della vicenda – quella che raccontiamo è la classica tragedia greca con dei punti di epicità altissimi –e da un personaggio estremamente complesso e sfaccettato. 
"Uno sguardo dal ponte", infatti, ha ancora una fortissima attualità, è legato all'emigrazione italiana negli anni '50 negli Stati Uniti quando fame e disperazione erano all’ordine del giorno, racconta la miseria degli immigrati e la loro difficoltà ad adattarsi al nuovo mondo, l'incapacità di comprendere un sistema di leggi che ritengono differente dall’ordine naturale delle cose... E tutto questo  sottolinea naturalmente delle analogie con gli immigrati che oggi arrivano in Italia e che sognano un Paese che non c'è. Una volta eravamo noi a cercare fortuna all'estero ed eravamo noi soggetti a leggi inique e costretti alla clandestinità, oggi quei sogni si ripresentano in maniera sistematica per i migranti». 
Miller raccontava soprattutto la vacuità del cosi detto sogno americano... 
«Certo è quello verso cui il protagonista Eddie Carbone ha speso la vita, riversandolo sulla giovane nipote cresciuta nella sua casa e di cui in qualche modo si innamora. Da tutto ciò scaturirà una tragedia annunciata», continua l'attore, che considera il personaggio di Eddie «un uomo di grandi sentimenti, di grande complessità, ma anche giusto. Ha sacrificato la vita per gli altri, per la moglie, per gli amici, ma non esita a mettersi in discussione. Vive di ossessioni, di sentimenti e di tormenti, di grandi verità e di follia ma possiede anche delle virtù molto alte, ha il dono della generosità e del sacrificio, una grande vivacità e anche una grande ironia. Miller dopo aver approfondito tutte le tematiche sociali e civili della sua storia si focalizza sul senso del tragico che connota quest'uomo  che sente forte il senso del vuoto, della non appartenenza, della diversità». 
Dopo Miller, Sebastiano Somma tornerà in scena al Golden di Roma con Augusto Zucchi in «Tangentopoli», un nuovo spettacolo teatrale che racconterà 25 anni di storia italiana. 
Nel frattempo, ha partecipato al film dell’amico Bruno Colella «My Italy», e ha interpretato «un personaggio da favola che si esprime solo inversi (insieme ad Ornella Muti e Paolo Hendel) in "Mare di grano" di Fabrizio Guarducci, la storia di due bambini che accompagnano un loro coetaneo straniero in un viaggio verso il mare».

Fabrizio Corallo  -  Il Mattino

 
 
 

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