AL BELLINI: «UNA COMMEDIA NOIR E POI ARRIVEDERCI AL TEATRO» LA VILLORESI CON CASADIO IN «IL MONDO NON MI DEVE NIENTE»
Metti una Rimini invernale, un po’come quella della «Prima notte di quiete» di Zurlini, ma con inevitabili citazioni felliniane; poi Adelmo, un disoccupato che diventa ladro per necessità; e Lise, una croupier in pensione che dovrebbe essere la sua vittima e invece diventa una interlocutrice sorprendente. 
Metti anche un colpo di scena finale, ed ecco gli ingredienti de «Il mondo non mi deve niente», noir-commedia di Massimo Carlotto, che arriva da stasera al Bellini dopo un centinaio di repliche nei teatri italiani. In scena Pamela Villoresi è la croupier, Claudio Casadio il ladro. La regia è di Francesco Zecca.
Signora Villoresi, il suo primo noir? «Be', se "Medea" e tutte le tragedie greche che ho interpretato non lo sono...sì, questo è il mio primo noir. Ma c'è anche tanta commedia nella pièce. Il confronto tra Lise e Adelmo sa essere divertente, ironico, e offre spunti per riflettere. Ma sa che Carlotto ha adattato il copione al mio partner e a me?». 
Casadio, racconti: «Mettere in scena il testo di un autore contemporaneo è più stimolante. Perché con lui si discute e lo spettacolo migliora. Qui è successo che egli ha scritto questa sua prima commedia, poi diventata anche romanzo, pensando a me, che avevo già portato a teatro un suo libro, "L’oscura immensità della morte", assieme a Giulio Scarpati. Scelta la Villoresi, tutti e tre ci siamo messi a tavolino e Carlotto ha adeguato il copione anche a lei. Lise ,per esempio, la raffinata croupier che ha passato la vita tra il lusso dei tavoli da gioco delle navi da crociera, è diventata tedesca. E abbiamo mantenuto anche la cultura e la lingua delle nostre origini, io romagnolo doc, lei toscana con radici teutoniche... Lise la bella e Adelmo la bestia, due universi distanti che si attraggono perché richiamati da una comune solitudine, un comune fallimento». 
Villoresi: «Alle prove Claudio ha arricchito il testo con il suo bagaglio riminese e io, figlia di tedesca, ho suggerito piccole canzoni, accenti, modi di dire che Carlotto è stato felice di accogliere». 
Chi è Lise? «Vive in pensione a Rimini, dopo che la banca le ha truffato quasi tutti isoldi – un tema di grande attualità -  e ha deciso di farla finita. È stanca e disillusa. L'occasione le capita quando Adelmo entra nel suo appartamento per rubare. In casale resta ancora un gruzzolo, insufficiente per consentirle di soddisfare ancora il proprio ego e quella vita agiata cui non sa rinunciare, ma sufficiente per ingolosire il ladro. La richiesta che gli fa, infatti, è semplice e spiazzante: ti pago bene, vuoi uccidermi?». 
Casadio, chi è Adelmo? «Un operaio licenziato. Un semplice, che non ha grande cultura, ma è un buono. Perciò rifiuta i soldi e l'omicidio, innescando con Lise un confronto dall’esito sorprendente». 
E la Villoresi: «È un uomo che nella sua semplicità è ancora in grado di ascoltare la vita e coglierne le opportunità. Sembra un perdente, anche se poi si scoprirà il contrario. Questo noir fa anche rifletter». E Casadio: «Ne danno prova alcune frasi significative. Per esempio: nella vita si nasce e si muore ma nel mezzo si possono avere tutte le vite che uno vuole». La Villoresi ha debuttato in dicembre in «Zoo di vetro» Tennesse Williams, con la regia di Giuseppe Argirò, ma si ferma qui: «Per la prima volta ho deciso di prendere un anno sabbatico dalle scene. Sa, dopo "La grande bellezza" di Sorrentino ho avuto molte proposte di lavoro per il cinema». 
Il teatro si dispiacerà, signora Villoresi. «Mi ha avuta per 43 anni. Per uno soltanto può aspettare». 

Luciano Giannini  -  Il Mattino

 
 
 

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