AL BELLINI: TONI E PEPPE SERVILLO IN SCENA CON «LA PAROLA CANTA»
Toni e Peppe Servillo, ancora una volta «fratelli di scena». «La parola canta» è una festa fatta di musica, poesia e canzoni con cui tornano in palcoscenico per celebrare Napoli. «Stavolta abbandoniamo la crisalide dei personaggi che abbiamo interpretato nelle "Voci di dentro", per rientrare ognuno nel nostro "abito" naturale - avverte Toni - Peppe torna a fare il cantante e io l’attore. Il titolo mi pare eloquente: lì dove la parola teatrale, poetica non riesce ad essere incisiva, si fa aiutare dal mistero sonoro della musica. E lì dove la musica non è sufficientemente ficcante chiede aiuto alla parola».
Una serata all'antica italiana
Lo spettacolo, reduce da una tournée che ha raggiunto anche Parigi (dove il napoletano è stato tradotto, nei sottotitoli, da Jean Paul Manganaro), è ora in scena al Bellini di Napoli; dal 6 febbraio al Parco della Musica di Roma e a fine febbraio al Teatre Lliure di Barcellona dove è già sold out. «È una soirée all’antica italiana - continua Toni - dove si alternano teatro e canto, un repertorio che spazia dalla tradizione alla immediata contemporaneità». Un concerto che celebra l’eterna magia della tradizione vivente, calda, pulsante di Napoli. Ma anche l’importanza dell’incontro fra epoche storiche anche distanti, nella più ampia condivisione culturale. Un concerto, ma anche un gesto suggestivo che declina e coniuga i differenti modi di sentire in una città complessa, dinamica, spossata, frenetica, che ha dato i natali ad alcuni dei personaggi più importanti del grande repertorio poetico, letterario, teatrale, artistico.
Da Eduardo De Filippo a Raffaele Viviani
Per quanto riguarda la «parola», spiccano alcune delle vette più alte della cultura scenica partenopea, da Salvatore Di Giacomo a Raffaele Viviani, da Eduardo De Filippo a Enzo Moscato: «È il valore tellurico della parola a emergere - spiega l’attore - la sua sfrontatezza, la sua audacia nello scandalizzare, perché la parola è nuda e spudorata. D’altro canto - osserva - il teatro è di per sé un’assemblea, che mette insieme pezzi di storie lontane, diverse, inconciliabili». «Per il “canto” - precisa Toni - si va da Libero Bovio a Fabio Vacchi, da Giorgio Battistelli a Béla Bartók, eseguite con il Solis String Quartet».
Non è un omaggio alla cultura napoletana
È un omaggio? «Detesto la parola omaggio nei confronti della cultura napoletana: ciò significa renderla innocua, folkloristica, di inutile intrattenimento. Il nostro non è un omaggio, è un recital al centro del quale si pone la straordinaria modernità della lingua teatrale partenopea: una lingua scenica per eccellenza, perché sa coniugare l’alto e il basso, sa interrogare una sorta di inconscio collettivo con i suoi doppi fondi e doppi sensi di ambiguità, allusività e perentorietà. Come dice una poesia di Michel Sovente che recito, la lingua napoletana cuce frammenti di vita, che restano al buio più dei sogni stessi e li porta a galla. Io non credo - sottolinea Servillo - al luogo comune del suono delle parole, qui le parole si fondono con i suoni, per generare una sintesi vitale, che non ha nulla di consumistico».
Una voce di ribellione
Il repertorio poetico e drammaturgico napoletano, magmatico, incandescente, che non ha nulla di consolatorio e conciliante, continua a essere un punto di riferimento fondamentale della storia del teatro, «perché la lingua napoletana è vivissima e nobile, capace di raccontare la vita in tutte le sue contraddizioni più acute, capace di commuoverci oppure di divertirci - conclude Toni - Perciò non amo le museificazioni, orrendamente manieristiche, che a volte se ne fanno. Così come non amo lo slang corrotto dalla volgarità. Il napoletano non è una lingua, è una "voce" di ribellione nei confronti del destino dell'uomo».

Emilia Costantini – Corriere della Sera

 
 
 

PROSSIMI EVENTI DISPONIBILI
29 agosto 2020   Avella
Napoletano?E famme 'na pizza!
ore 21.00 (apertura cancelli ore 20:00)
Anfiteatro Romano di Avella
Organizzatore:PROVINCIA DI AVELLINO
Vincenzo Salemme, attore, commediografo, sceneggiatore, regista teatrale e cinematografico e scrittore: dal suo ultimo libro "Napoletano? E famme 'na pizza" (uscito a marzo per Baldini&Castoldi) è nato uno spettacolo teatrale omonimo - prodotto da Valeria Esposito per Chi è di scena! s.r.l. - che andrà in scena il 29 agosto alle ore 21:00 presso l'Anfiteatro Romano di Avella. È una confessione sincera ed esilarante sui luoghi comuni partenopei, perché a volte essere napoletani è difficile.
Prezzi da:
€ 0.00
ACQUISTA
sabato 12 settembre   Napoli
Francesco Di Bella
Chiostro San Domenico Maggiore di Napoli
Apertura cancelli ore 20:00
Spettacolo inizio ore 21:00
Prezzi da:
€ 0.00
ACQUISTA
  Napoli
Museo Cappella Sansevero
Mercoledì - Domenica: 9:00 - 19:00
Ultimo ingresso consentito 30 min. prima della chiusura
Chiuso lunedì e martedì

Prezzi da:
€ 0.00
ACQUISTA