Prospero, vittima di un'ingiustizia, è esiliato su un'isola assieme a sua figlia Miranda, innamorata del futuro Re di Napoli, Ferdinando. Egli scatenerà una tempesta supportato dallo spiritello Ariel e dal suo schiavo Calibano, per portare sull'isola stessa coloro che determinarono la sua condizione di esule e per poter compiere finalmente la sua vendetta. Il lavoro di questo adattamento parte da tre parole chiave: magia, isola e schiavitù. Il palcoscenico è un'isola che pone gli attori e i personaggi al centro di un'installazione d'arte contemporanea creata da Antonella Romano. Così, isola e magia si fondono e si esaltano per dare vita a un luogo incantato dove, alla fine, Prospero rinuncerà alle arti magiche con uno dei più famosi monologhi della storia del teatro. In questo dramma, tutti sono schiavi di qualcuno e tutti anelano ad una forma di libertà.