Splendori della triosonata
17 ottobre 2026

Interpreti
Accademia del Ricercare
Lorenzo Cavasanti, flauto
Yayoi Masuda, violino
Lorenzo Fantinuoli, violoncello
Laura La Vecchia, tiorba
Claudia Ferrero, clavicembalo


L'iniziativa è promossa e co-finanziata dal Comune di Napoli nell'ambito della programmazione culturale 2026/2027.


17 ottobre 2026 CHIESA DI SANTA CATERINA DA SIENA di Napoli
CHIESA DI SANTA CATERINA DA SIENA - Posto Unico a sedere
Altri dettagli dell'evento:

Programma

G. Ph. Telemann (1681 – 1767)
Triosonata in Fa Maggiore TWV 42:F8
Largo, Vivace, Affettuoso, Allegro

Sonata N.2 in Re Maggiore TWV 41:D1:
Allemanda/Largo, Corrente/Vivace, Sarabanda, Giga

G.F. Haendel (1685 – 1759)
Trio sonata in Fa Maggiore op.2 n.4 HWV 389
Larghetto, Allegro, Adagio

Recorder Sonata in Do Maggiore op.1 n.7 HWV 365
Larghetto, Allegro, Larghetto, Gavotta, Allegro

G. Ph. Telemann
Trio sonata in La minore TWV 42:a4
Largo, Vivace, Affettuoso, Allegro

 

Note di sala

Per affermarsi nel campo strumentale, i giovani musicisti del periodo barocco dovevano superare quella che era di fatto quasi una prova iniziatica, ovvero riuscire a trovare un editore che pubblicasse una raccolta di triosonate, un genere che tra il XVII e la metà del XVIII secolo conobbe una fioritura straordinaria in tutti i paesi europei, dalla Spagna a San Pietroburgo. La triosonata consentiva infatti di testare l'ispirazione e la padronanza tecnica degli aspiranti autori, che dovevano dimostrare di essere versati sia sotto l'aspetto melodico sia sotto il profilo del virtuosismo, facendo dialogare brillantemente due strumenti solisti - che in genere erano violini, flauti dolci e traversieri e oboi - con l’accompagnamento del basso continuo. Una volta superato questo scoglio, per il giovane compositore si aprivano quasi sempre promettenti prospettive di carriera. A partire dalla prima metà del XVII secolo la sonata - sia solistica sia in trio - si differenziò nei sottogeneri da camera e da chiesa, la prima costituita da un preludio seguito da una serie di danze e la seconda da una sequenza di movimenti dal carattere contrastante; in seguito, dalla prima sarebbe derivata la suite - che raggiunse il suo massimo splendore in Francia - e dalla seconda si sviluppò la sonata romantica. Tra i compositori che diedero il contributo più significativo al genere della triosonata vi furono Georg Friedrich Händel e Georg Philipp Telemann, due dei massimi esponenti del Barocco tedesco, che nel corso della loro lunghissima amicizia trovarono il tempo per dialogare non solo di musica, ma anche di fiori (entrambi erano grandi appassionati di botanica). Questa passione per i colori sgargianti e per i profumi intensi trova piena espressione in queste sonate scritte in diverse fasi della loro carriera, ma sempre intrise di una fascinosa melodiosità, che continua a conquistare anche il pubblico dei giorni nostri.


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