La magia della parola e il giocoso rimando tra suono e proiezione mentale; le fiabe della tradizione declinate in ogni possibile direzione e assemblate con la cura e la metodologia dello scienziato guaritore e del maestro spirituale; l'inspiegabile - doverosamente inspiegabile - saggezza popolare e la raffinatissima elaborazione intellettuale, frutto di improbabili accostamenti, all'apparenza; i ricami del mito con le sue derivazioni infinite così come la spettacolarizzazione dei contenuti e della ''lingua di poesia'', come la definiva Pasolini, invitano ad addentrarsi nel sentiero di questa folta vegetazione, per districarsi a ogni passo, e uscirne migliori a riveder ''la luna'', tra una risata, uno spavento e un abisso in cui affacciarsi e da cui farsi osservare, anche solo per un attimo. Vien voglia di trascinarle in scena queste parole, vien voglia di condividere questi contrasti fortissimi che raccontano l'essere umano di ogni tempo e creano scintille di teatro altissimo: sacro e profano, nobili e servi, materia e spirito, realtà e immaginazione. Si danza con Ruccello e Guida, sprofondando nella terra, si danza tra le stelle, dentro e fuori la fiaba, dentro e fuori di noi.
Luciano Melchionna