
Di Eduardo Scarpetta
Con Giovanni Allocca, Chiara Baffi, Angela De Matteo, Massimo De Matteo, Renato De Simone, Antonio Elia, Valentina Martiniello, Peppe Miale, Alfonso Postiglione, Federico Siano
' V' 'o vvoglio di' pe' scrupolo 'e cuscienza: io scrivo 'e fatte comiche da ggente... E a ridere, truvatecunvenienza? ... Nun credo!' Questo chiariva Eduardo nel '49 in una sua breve poesia e, in questo sapiente ed accorato monito, operava una implicita rivisitazione della eredità artistica ricevuta dall'altro Eduardo: Scarpetta. La scrittura di questultimo si era infatti fondata su un'esasperazione più 'deliberatamente cinica' di quanto avrebbe poi inteso fare il figlio; cinica perché assolutamente poco incline a contemplare quellamarezza con cui sempre De Filippo volle guardare e raccontare i vizi e gli spropositi degli uomini. Scarpetta, dal canto suo, osservava e riportava in scena senza 'sentimento' quell'avvertimento del contrario che Pirandello definiva essere la comicità. Il contrario alla regola, alla legge, all'estetica, alla grammatica, alla logica risultava agli occhi di Scarpetta congeniale esclusivamente alla creazione di meccanismi scenici che producessero il riso. Lo dichiarava sempre, a chiusura d'ogni sua commedia: lo aveva fatto per soddisfare l'amato pubblico. E forse per questo, paradossalmente, il pubblico se ne sentiva ristorato. Aveva assistito sulla scena alle proprie istrioniche buffonerie, alle proprie tristi miserie, ai propri potenziali sfottò in danno di un malcapitato, ai propri strafalcioni lessicali, all'impresentabilità dei propri vestiti e ne trovava convenienza, ne aveva riso catarticamente. La spietatezza senza compassione di Scarpetta riproduceva così l'antica funzione del teatro: un'occasione di purificazione collettiva. Ne 'O miedeco d'e pazze questo disincanto divertito raggiunge probabilmente lapice più significativo. Il meccanismo che si inscena è un gioco di specchi deformanti la realtà. Lo straniero, il babbeo, 'o cafone 'e fora, Sciosciammocca precipita nel mondo di città che lo circuisce e spiazza. I desideri, le ambizioni dei cittadini si mostrano nei loro accessi più convinti ed è facile per uno sguardo estraneo leggerne gli accenti controversi come stravaganze assolutamente folli. Lanimo virgineamente fuori registro di Felice scopre involontariamente, e non senza ridicoli patemi per lui, le quotidiane ossessioni dei 'normali', ne sbugiarda inconsapevole l'inconsistenza. Sembra una satira profonda di costume, forse lo è implicitamente, non certo nella grammatica di scena. Quella è strutturata meravigliosamente per riderne, per riderne e basta. Noi la seguiamo rinfrancati: la denuncia dei nostri vizi è un calembur, l'affanno delle nostre aspirazioni un intrattenimento. Triste per cui enormemente divertente
CLAUDIO DI PALMA
dall'08 dicembre 2026
Napoli
presenta
GIUSEPPE FIORELLO
in
"EDUCAZIONE SENTIMENTALE"
uno spettacolo scritto e diretto da
IVAN COTRONEO
Scene Monica Sironi
Costumi Alberto Moretti
Luci Cesare Accetta
dal 04 marzo 2027
Napoli
6 dicembre 2026
Napoli