
di Samuel Beckett
traduzione Carlo Fruttero
regia Gabriele Russo
con Michele Di Mauro, Alessio Piazza, Giuseppe Sartori, Anna Rita Vitolo
La famiglia resta la zona sismica per eccellenza del teatro. Da Sofocle in poi, è il terreno dove si consuma la frattura tra il bisogno d'amore e la necessità di difendersi dall'amore stesso. Nel 2025, dentro un mondo che sembra aver superato il proprio apice di senso, torno a Finale di partita partendo da lì: dalla famiglia come ultimo rifugio e, insieme, ultima prigione. L'intento è quello di liberare Beckett dalla cornice dell'Assurdo e del ''dopo la fine del mondo'' per restituirlo a una realtà che ci appartiene. L'assurdo non è un genere: è una condizione quotidiana. Vive nella ripetizione dei gesti, nelle abitudini che ci tengono in vita, nella paura di cambiare posizione, di uscire, di restare soli. L'appartamento di Hamm e Clov è una casa reale, decadente, impoverita. Le finestre non si aprono più, i genitori vivono da anni nel bagno - non in un'astrazione scenica, ma in una vasca che odora di ruggine e di memoria. Tutto ciò che li circonda è vero, tangibile, ma anche fragile come una memoria che si sbriciola. Il riferimento al periodo della pandemia resta sottotraccia, non dichiarato. Non serve nominarlo: è rimasto nel corpo degli attori, nei loro respiri trattenuti, nella distanza con cui si parlano. La segregazione, la stanchezza, la convivenza forzata sono esperienze che oggi riconosciamo senza bisogno di metafore. Finale di partita diventa così una radiografia del nostro tempo: una famiglia chiusa in una routine che si ripete, incapace di salvarsi e di smettere di provarci. Non un'allegoria filosofica, ma una storia d'amore e di sopravvivenza. Il dolore, la dipendenza, la paura, l'ironia: tutto si muove dentro un presente che non passa mai. La partita è ancora la stessa, ma il finale non è più un concetto astratto. È la resa quotidiana che ciascuno di noi compie di fronte allaltro, nel tentativo - disperato e tenerissimo - di restare vivi.
7 Luglio 2026
Roma
28 agosto 2026
Pietravairano (Ce)
6 dicembre 2026
Napoli