Davide "Boosta" Dileo presenta al festival Pomigliano Jazz il suo nuovo progetto Soloist. Il 5 settembre la stazione di Pomigliano d'Arco accoglie in esclusiva per la Campania il nuovo lavoro da solista del tastierista e co-fondatore dei Subsonica, pubblicato lo scorso aprile per Sony Music.
Un'occasione unica per immergersi in una dimensione sonora inedita, raffinata e personale, firmata da uno dei musicisti più rappresentativi della scena contemporanea italiana.
Un pianoforte a coda e una postazione elettronica: questi gli strumenti scelti da Boosta per dare vita a una performance che non è un semplice concerto, ma una vera e propria narrazione musicale, intima e immersiva, capace di creare una connessione autentica con il pubblico. Un viaggio in cui il paradigma sonoro si sposta e si reinventa, sperimentando il punto di incontro tra tradizione e avanguardia.
Soloist conferma la continua spinta di Boosta verso nuove forme espressive, superando i confini tradizionali dellarte per fondere musica, scrittura, produzione e sound design. La sua carriera solista - parallela al percorso con i Subsonica - lo ha portato a sviluppare unidentità musicale in bilico tra il lirismo del pianoforte e le infinite possibilità offerte dalla tecnologia. Musicista, dj, compositore, produttore e sound artist, con una carriera di oltre 25 anni, Davide Dileo ha allattivo otto dischi di platino e oltre 50 milioni di copie vendute. Le sue produzioni, oltre ai dischi coi Subsonica, includono collaborazioni con artisti del calibro di Mina, Malika Ayane, Skin, Placebo, Depeche Mode e numerosi artisti italiani e internazionali. Nel 2019 ha collaborato con Roberto Bolle, fondendo danza e suono elettronico.
Nel 2021 ha pubblicato Facile, album di musica elettronica e pianoforte distribuito a livello internazionale e ha inaugurato il suo primo spazio espositivo a Torino, esplorando il suono come mezzo artistico trasformativo. Lanno seguente è uscito il progetto Post Piano Session, in sei parti, con la sua etichetta Torino Recording Club, eseguito in location iconiche da Londra a Roma.
Le sue opere sono state presentate in istituzioni prestigiose come Teatro alla Scala, OGR Torino, rappresentando una convergenza tra suono, arte e spazio in unesperienza sensoriale a 360°.
Alla XXX edizione di Pomigliano Jazz va in scena venerdì 5 settembre il progetto FIRE mixed live by Adrian Sherwood. Insieme al producer e beatmaker londinese ci sarà un crew di musicisti composta da Ivan Bert, Gianni Denitto, Marco Benz Gentile e FiloQ impreziosita dai visual di Riccardo "Akasha" Franco-Loiri. Quttro musicisti, la leggenda del dub britannico e un video-artista che danno vita allincontro tra linguaggi musicali e visivi. Sul palco allestito nella stazione della Circumvesuviana di Pomigliano d'Arco (Napoli) arriva questo interessante progetto che, attraverso unattenta riflessione tra musica e immagini, indaga la più grande scoperta dell'essere umano: il fuoco.
FIRE è un condensato di linguaggi differenti, un mix di musica elettronica, dub, jazz, global beats, field recordings e visual art. Prodotto per il Torino Jazz Festival, il progetto coinvolge dal vivo l'artista inglese Adrian Sherwood e il vibrafonista Pasquale Mirra in un processo creativo di live dubbing tra suoni acustici, elettronica, groove programmati, live video, jazz, musica contemporanea e field recordings. Nato da unidea del trombettista e compositore Ivan Bert, questo lavoro - pubblicato su vinile nel 2023 - guarda ai diversi mondi dell'arte visiva e della scienza ambientale, in dialogo con l'improvvisazione jazz e la composizione elettronica.
In questo live set, gli artisti attingono dall'enorme iconografia dedicata al fuoco in tutte le ere e in tutte le civiltà, fino ad arrivare all'attualità, che è ormai invasa dagli effetti incontrollabili dello sviluppo tecnologico su scala planetaria. Tutta la moderna cultura umana ha come fulcro della sua esistenza il fuoco. FIRE utilizza materiali audio-video documentali, dati scientifici, frammenti di cronaca per descrivere questo elemento, anche in maniera critica, auspicando un cambiamento nella società contemporanea.
Questo progetto si ispira ai grandi capolavori di Godfrey Reggio prodotti e sostenuti anche da Fracis Ford Coppola sin dalla fine degli '70, alle opere cinematografiche e televisive di Yann Arthus Bertrand e alle innumerevoli produzioni scientifico-divulgative che da decenni cercano di mettere in guardia gli uomini rispetto al riscaldamento globale e ai nuovi scenari che dovrà, o già deve, affrontare.