Di Antonio e Cleopatra la mia generazione ha impresso nella memoria soprattutto limmagine, ai confini con il kitsch, e vista attraverso la lente dingrandimento del grande cinema di Hollywood, della coppia Richard Burton/Liz Taylor. Ma su questopera disincantata e misteriosa, che mescola tragico, comico, sacro e grottesco, su questo meraviglioso poema filosofico e mistico (e alchemico) che santifica leros, che gioca con lalto e il basso, scritto in versi che sono tra i più alti ed evocativi di tutta lopera shakespeariana, aleggia, per più di uno studioso, a dimostrarne la profonda complessità, lombra del nostro grande filosofo Giordano Bruno: un teatro della mente.
Per Antonio conoscere Cleopatra un Serpente del vecchio Nilo che siede in trono rivestita del manto di Iside è ciò che dà un senso al viaggio della vita. Quanto a Cleopatra, scrive Nadia Fusini, è la sacerdotessa di unazione drammatica da cui sgorga ancora e di nuovo lantica domanda, che già ossessionava Zeus e Era: in amore chi gode di più? luomo o la donna? [
] e chi ama di più, gode forse di meno? E tra gli amanti, chi riceve di più? [
] Sono domande che nella logica delleconomia erotica con cui Shakespeare gioca esplodono con fragore dissolvendo pretese macchinazioni puritane volte a legiferare in senso repressivo sulla materia incandescente delleros.
Antonio e Cleopatra è un prisma ottico, come ci suggerisce Gilberto Sacerdoti: Visto di fronte è la storia di amore e di politica narrata da Plutarco. Visto di sbieco ci spinge a decifrare linfinito libro di segreti della natura. Per trovare un corrispettivo dellinfinito amore di Antonio bisogna dunque per forza scoprire un nuovo cielo e una nuova terra.Valter Malosti