FEDRA
27 e 28 luglio

traduzione Maurizio Bettini
con Imma Villa, Fausto Russo Alesi, Bruna Rossi, Sergio Mancinelli, Elena Polic Greco, Simonetta Cartia, Federica Cavallaro, Maddalena Serratore, Nadia Spicuglia, Claudia Zappia
coro Valerio Aulicino, Dario Battaglia, Alessandro Burzotta, Andrea Cannata, Aurora Cimino, Carla Cintolo, Cinzia Coniglione, Corrado Drago, Alice Fusaro, Desiree Giarratana, Marcello Gravina, Ivan Graziano, Virginia La Tella, Anita Martorana, Riccardo Masi, Maria Chiara Pellitteri, Paolo Pintabona, Vladimir Randazzo, Sabrina Sproviero, Francesco Torre, Giulia Valentini, Arianna Vinci
regia Carlo Cerciello
regista collaboratore Raffaele Di Florio
assistente alla regia Walter Cerrotta
scena Roberto Crea
assistente scenografo Michele Gigi
costumi Alessandro Ciammarughi
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Altri dettagli dell'evento:
Fedra è la tragedia della passione umana, di una donna che per amore non esita a ribellarsi alle convenzioni sociali ed etiche della società di cui si sente “privilegiata” prigioniera. Sposa di un marito  che non esita a tradirla e del quale si sente effettivamente ed affettivamente vedova, Fedra identifica nel mondo del figliastro Ippolito un miraggio di libertà e di passione che è disposta a pagare con la vita. In Fedra si confondono e si sovrappongono le due figure parentali di Teseo padre e di Ippolito figlio, che Seneca strategicamente non fa mai incontrare tra loro, fino ad operare una sostituzione nel cuore della donna tra lo sposo e il figliastro. È, dunque, una figura di donna assolutamente moderna e tragicamente umana. Seneca nella sua opera riconosce il senso profondo dell’essere umano, della sua fragilità e ammira questa donna capace di riscattare le sue colpe, il suo senso della dignità e del pudore, dandosi sì la morte, ma senza rinunciare fino alla fine alla tragica e sincera ammissione dei suoi sentimenti. La natura è l’ulteriore protagonista di questa tragedia. Una natura affascinante e crudele a cui tanto Ippolito che Fedra aspireranno invano. Il loro desiderio di vivere secondo le leggi della natura, infatti, si tramuterà per i nostri sfortunati eroi in “agire contro natura”. Sarà così anche per Teseo, che causerà, per contrappasso al suo “innaturale” ritorno dal regno dei morti, lutto e distruzione nella sua stessa famiglia. Proverò a mettere in scena questa meravigliosa tragedia dei sentimenti umani, in punta di piedi.

 
 
 
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